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Riflettendo su Ali di carta, mi viene spontaneo pensare al rapporto tra l’infanzia e l’età adulta, e in particolare a quella parte di noi che, crescendo, rischia progressivamente di smarrirsi.
Non credo che diventare adulti significhi semplicemente imparare a credere nei propri sogni e portarli con sé. Anzi, forse è proprio entrando veramente nel mondo che ci si accorge di quanto possa essere difficile conservarli. L’età adulta ci mette a contatto con la realtà, con le sue regole, le sue contraddizioni, le delusioni e i compromessi. E, a volte, il prezzo dell'inserimento nella società sembra essere proprio la rinuncia a quella sensibilità capace di vedere ancora qualcosa di magico, possibile o autentico là dove ormai tutto sembra avere un valore pratico.
È in questo senso che penso a Peter Pan di Barrie. Non tanto come simbolo di chi rifiuta semplicemente di crescere, ma come rappresentazione di quella dimensione fanciulla che l'adulto rischia di perdere entrando nel mondo. Peter rimane sospeso fuori dal tempo; noi, invece, nel tempo dobbiamo entrarci. E forse la vera domanda è proprio questa: quanto di quella sensibilità siamo disposti a sacrificare per diventare adulti?
Anche la fantasia dei classici Disney, e quell'idea secondo cui l'immaginazione non dovrebbe avere età, mi sembra assumere allora un significato diverso. Non si tratta necessariamente di rifugiarsi nell'infanzia o di vivere fuori dalla realtà. Si tratta, forse, di non permettere alla realtà di diventare l'unica misura possibile delle cose.
Per questo Ali di carta mi fa pensare alle ali come a qualcosa di fragile. La carta può essere facilmente piegata, accartocciata, spezzata. Proprio come può accadere alla fantasia, alla sensibilità, alla capacità di stupirsi, quando ci si confronta con un mondo che ci chiede continuamente di essere più razionali, più conformi, più disincantati.
E forse l'alienazione non consiste soltanto nel perdere i propri sogni, ma nel finire per non sentire più il bisogno di averne. Nel diventare talmente adattati al mondo da non riuscire più a distinguere ciò che siamo da ciò che il mondo ci ha insegnato a essere.
Per questo, in Ali di carta, trovo particolarmente significativo il sentimento di una persona che dice, in qualche modo, di non essere ancora diventata completamente “una donna”. Non lo leggo come un rifiuto della crescita, ma quasi come il rifiuto di essere completamente plasmata da ciò che l'età adulta pretende. È come se quella ragazza custodisse ancora dentro di sé una possibilità: quella di non identificarsi interamente con le regole del mondo che sta imparando a conoscere.
Forse allora crescere non significa necessariamente smettere di essere fanciulli, ma nemmeno riuscire semplicemente a conservare intatta l'infanzia. Significa attraversare il mondo, conoscerne anche la parte più disillusa e contraddittoria, e domandarsi continuamente che cosa di noi vogliamo lasciargli cambiare.
Ed è forse proprio questo che vedo nelle “ali di carta”: non ali abbastanza forti da portarci via dalla realtà, ma abbastanza fragili e preziose da ricordarci che esiste ancora, dentro di noi, uno sguardo che il mondo non dovrebbe riuscire del tutto a cancellare.
Sono solo una ragazza, non ancora veramente una donna.
Un tempo pensavo di avere le risposte a tutto, ma ora so che la vita può essere davvero piena di tanti dubbi, sì.
Sembra che io non sappia cosa ci sia nel mezzo. È allora che mi rendo conto:
Sono solo una ragazza, non ancora veramente una donna.
Il tempo è prezioso per costruire il proprio carattere, mentre continuo a perseguire i miei obiettivi.
Sono solo una ragazza.
Il dolore può essere difficile da sopportare. A volte l'affetto non viene dimostrato nel modo in cui vorresti.
Sognare è molto più di quanto tu possa sapere adesso.
Non dirmi di aprire gli occhi. Non dirmi che devo lasciare i miei sogni alle spalle.
Sono solo una ragazza, non ancora veramente una donna.
Il tempo è prezioso per costruire il proprio carattere, mentre continuo a perseguire i miei obiettivi.
Sono solo una ragazza.
Ma se mi guardi attentamente, lo vedrai nei miei occhi:
questa ragazza troverà sempre la propria strada.
Sono solo una ragazza.
(Sono solo una ragazza, credo nella libertà e nei pensieri.)
Non ancora veramente una donna.
(Dillo a chiunque tu conosca, sì.)
Il tempo è prezioso per costruire il proprio carattere, mentre continuo a perseguire i miei obiettivi.
Sono solo una ragazza, non ancora veramente una donna.
Il tempo è prezioso (è prezioso) per costruire il proprio carattere, mentre continuo a perseguire i miei obiettivi.
Sono solo una ragazza,
non ancora veramente una donna.
I’m just a girl, not really a woman
I used to think
I had the answers to everything
But now I know
Life can be truly
full of many doubts, yeah
Feels like I don’t know what’s in the middle
That’s when I realize
I’m just a girl,
not really a woman,
Time is precious
To build up character
While I keep on pursuing my goals
I’m just a girl
Pain can be hard to endure
Affection sometimes
Isn’t shown the way you want to
Dream is much more than you know now
Don’t tell me to open my eyes / Don't tell me I have to leave my dreams behind.
I’m just a girl, not really a woman,
Time is precious
To build up character
While I keep on pursuing my goals
I’m just a girl
But if you look at me closely
You will see it in my eyes
This girl will always find
Her way
I’m just a girl
(I’m just a girl, I believe in freedom and thoughts)
Not really a woman
(Tell this whoever you know, yeah)
Time is precious
To build up character
While I keep on pursuing my goals
I’m just a girl
Not really a woman
Time is precious (it is precious)
To build up character While I keep on pursuing my goals
I’m just a girl
Not really a woman